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Dal mese
di gennaio 2008 la Compagnia muta nome ed entità in
Compagnia Marco Gobetti.
La
Compagnia Marco Gobetti
assume in toto poetica, percorsi e repertorio della compagnia Il Barrito
degli Angeli-Marco Gobetti.
Quale
percorso parallelo a quello praticato nel sistema teatrale esistente, Marco
Gobetti continua l'attività con il
TEATRO STABILE DI STRADA®:
il sito
www.teatrostabiledistrada.org
ne documenta storia e programmazione futura.
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Al Pubblico, ai Comuni, agli Organi di Informazione

Dopo la quinta (22-28 giugno 2007 - p.zza san Giovanni
Torino), la sesta (30 giugno - 2 luglio 2007 - p.zza Carignano Torino), la
settima (10-15 luglio 2007 - Esedra di via Garibaldi Venezia) l'ottava
(1-5 agosto - Via Piol Rivoli TO), la nona (7-9 settembre - Corso Valsesia
68 - Gattinara VC) e la decima (21-23 settembre - piazza San Paolo -
Caraglio CN), venerdì 30 novembre 2007 si inaugurerà la undicesima
stanzialità di TEATRO STABILE DI STRADA®: a Torino, nella
Galleria San Federico, di fronte al cinema Lux, da venerdì 30
novembre fino a domenica 2 dicembre 2007 tutti i pomeriggi alle ore 16.00, Marco
Gobetti reciterà il monologo “IN-EC-CESSO Una bomba per cintura”.
La sperimentazione di una stanzialità autunnale di
TEATRO STABILE DI STRADA® coincide con la presentazione su
strada di un nuovo spettacolo, che andrà ad arricchire la programmazione
delle future reti di stanzialità; come accade per "VOGLIO UN PAPPAGALLO -
Matthew Smith: il p(r)ezzo della vita di un uomo" (una sessantina sinora le
repliche effettuate), pure con “IN-EC-CESSO Una bomba per cintura”,
l'attore trasporta su strada - in modo autonomo organizzato e stanziale
- uno spettacolo che già propone nei modi e nei luoghi del sistema teatrale
esistente.
Indicazioni per raggiungere il luogo: mappa
Il pubblico potrà versare un’offerta a piacere, non obbligatoria, nel
cappello di fronte alla zona scenica.
Informazioni al n° 339.4801713 o via e-mail all'indirizzo
info@marcogobetti.org
Agli stessi recapiti si possono rivolgere i Comuni
interessati ad ospitare una stanzialità secondo il principio di un
mecenatismo illuminato e non sperperante (vitto e alloggio o solo alloggio
all'attore).
Informazioni dettagliate sullo spettacolo che verrà
replicato (IN-EC-CESSO Una bomba per cintura) alla pagina
web http://www.ilbarrito.it/IN-EC-CESSO.htm .
Ringraziamo gli spettatori che hanno sinora partecipato e
tutti coloro che saranno presenti alle repliche delle future stanzialità:
per loro continuerà ad essere disponibile il quaderno accanto alla zona
scenica, sul quale - prima, dopo o durante lo spettacolo - potranno scrivere
tutto ciò che vorranno.
Il TEATRO STABILE DI STRADA® in
sintesi:
TEATRO STABILE DI STRADA® avviene ogni qual
volta l’attore replica uno spettacolo in strada e a cappello nei modi
seguenti:
- nello stesso luogo
- alla stessa ora
- per più di due giorni consecutivi
Ogni spostamento e ricostituzione di TEATRO STABILE DI STRADA® sono
segnalate per via telematica (internet e e-mail) al potenziale pubblico e
agli organi di informazione.
Si intende in questo modo contaminare il sistema teatrale. All’offerta
commerciale dei propri spettacoli presso i circuiti esistenti, si affianca
la replica auto-gestita dei medesimi spettacoli per la strada, secondo il
principio della stanzialità frazionata.
Durante le stanzialità, l’attore di TEATRO STABILE DI STRADA® vive dei
soldi ricavati a cappello e dell’eventuale ospitalità da parte del Comune in
cui va a fare spettacolo. Per esistere TEATRO STABILE DI STRADA® chiede
quindi ai Comuni un aiuto essenziale, nello spirito di un mecenatismo
illuminato, non sperperante e dedicato a un teatro che risponda innanzitutto
al bisogno forte degli uomini che lo fanno (attori e pubblico).
In mancanza di ospitalità (vitto e alloggio o solo alloggio) da parte del
Comune, l’attore replicherà lo spettacolo per i giorni di sopravvivenza:
cioè per tanti giorni quanti riuscirà a mantenersi con i soldi ricavati a
cappello nella stanzialità in atto o residui della stanzialità precedente.
Prima di superare detto limite, si sposterà.
Urge compiere atti politici, nel senso
più antico e nobile del termine, quello che non rinnega “pòlis” come etimo e
che ha tanta parentela con il termine “comunicazione”.
“…Il sociale è il rapporto vivo, bidirezionale scena-platea e viceversa.
Quindi: avvenimento, imprevisto, improvvisazione, continua evoluzione dello
spettacolo.
Non soltanto rappresentazione: favola, modo di essere…”
“Essere ascoltati: una conquista, non un presupposto, tanto meno un
diritto”, scriveva ancora Gian Renzo Morteo.
Occorre davvero iniziare a fare teatro ovunque, recuperando il gusto
dell’avventura. Mettersi a nudo e in difficoltà, miscelando con attenzione
coraggio, sana incoscienza ed umiltà. Occorre cercare disordini intelligenti
e serpeggianti. Occorre che ciascuno di noi plasmi il suo teatro – non
solamente, ma anche – in funzione della politica contaminante che sceglie di
attuare nei confronti del sistema teatrale, dal quale, così facendo, sarà
indispensabile non estraniarsi.
Non basta più solo plasmare contenuti e linguaggi, servono azioni concrete:
in luoghi precisi. “Chi va fabbrica il Dove” , mi scrisse una spettatrice
sul quaderno che lascio a disposizione del pubblico durante le repliche del
mio Teatro stabile di strada®. Quella persona ha capito tutto: basta andare.
Trovato il dove, saranno proprio i contenuti e i linguaggi che tanto più ci
permetteranno il “come”, quanto più saranno elastici e disposti ad
“avvenimento, imprevisto, improvvisazione, continua evoluzione dello
spettacolo”.
Durante le stanzialità parlo molto con gli spettatori, perché finita ogni
replica preparo un caffè in una grande moka e lo offro insieme a dei
biscottini. Tutto ciò fa parte dell’atto politico. E’ politico sedersi per
la strada con gli spettatori a bere un caffè. E’ politico da parte degli
spettatori lasciare non solo commenti, ma anche indirizzi e-mail per essere
informati sulle future stanzialità e sulla mia attività teatrale. E’
politico da parte mia lasciare le cartoline informative con il manifesto del
progetto e il mio indirizzo e-mail. E’ politico e sommamente contaminante
che chi ho conosciuto come spettatore per la strada, informato via e-mail,
sia poi venuto a vedere un mio spettacolo in teatro in compagnia di amici; o
che gruppi di persone sia dopo repliche in teatro che per strada, a fine
spettacolo mi abbiano avvicinato dicendo che li aveva mandati il tale che mi
aveva visto durante una replica in strada. E’ politico e vitale che con
alcuni spettatori sia nata una vera e propria corrispondenza via e-mail o
che altri spettatori abbiano scritto del progetto sui propri blog personali,
diffondendolo sul web.
Con il mio nuovo pubblico ho scoperto l’ennesima pentolata di utile acqua
calda: lo spettacolo dal vivo siamo noi. Noi uomini e donne, ogni volta che
ritroviamo libertà, sfruttando una qualunque possibilità di sognare e
pensare, comunicando. Noi cittadini, non importa se attori, musicisti,
danzatori, mimi, registi o spettatori. Noi abitanti della pòlis, non
schiavizzati da alcun sistema.
Marco Gobetti, da “I
cittadini e il teatro”

IN-EC-CESSO
Una bomba per cintura
di e con Marco Gobetti
Rassegna
Valenza Alchemica
Sabato 3 novembre 2007 ore 18.00
Centro San Rocco
Piazza Statuto - Valenza (AL)
Ingresso libero
Ad un secolo dalla conquista delle
otto ore lavorative, è in atto nelle fabbriche una subdola rigenerazione
degli atti di potere, di quel silenzioso e logorante mobbing che è il
terrorismo psicologico fatto di sguardi, urla - o "non sguardi" e silenzi -
e meccanicistiche disumanità. Atti di potere taciuti e sottovalutati, che
l'ingresso dell'informatica nell'industria - con l'inevitabile ulteriore
annacquamento delle relazioni fra le persone - ha definitivamente offuscato,
creando robot perfettamente mascherati: semidei imbellettati competenti e
rassicuranti da una parte e uomini sani saggi tranquilli e felici
dall'altra.
Oggi accade spesso che per gli operai, i pensieri e i sogni - nell'attimo
stesso in cui nascono - si trasformino rispettivamente in peccati gravi ed
illusioni.
Le fabbriche sono specchio fedele della società occidentale contemporanea,
fiera dei suoi due fondamentali ingredienti:
- una classe dirigente spaccona impreparata ed arrancante, manovrata da uno
stato maggiore furbo sprezzante e interessato;
- una cittadinanza licenziata da anestetici ora dolcissimi ora amarissimi,
vittima e artefice del proprio inarrestabile precariato culturale.
Fra i due ingredienti un muro pesantissimo, reso perfettamente invisibile ad
arte, da forze superiori molto terrene.
Occorre smettere di bere spettacolo e di dare spettacolo: urge diventare
spettacolo, ritornando ad esistere.
Recuperare passato e presente, per agire pacificamente ma intelligentemente.
Lavorare non per sopravvivere, ma per vivere guadagnando futuro.
E' opera di fantasia ma del tutto verosimile e alquanto
sconvolgente questo curioso monologo di Marco Gobetti, attore ed autore che
nel suo percorso dosa saggiamente esperienze in compagnia o in solitudine.
Queste ultime però sono sempre marcate da una strenua esigenza narrativa.
Vuole raccontare, e lo sa fare bene, certe storie. Come questa di un operaio
barricatosi nel cesso di una fabbrica, esasperato dal mobbing, vessato da
innumerevoli grandi e minute violenze; ha un palmare e un cellulare,
comunica con l'esterno tramite e-mail e qualche furente risposta a un
telefonino dotato di buffa suoneria, che sdrammatizza, perché il contesto è
tragico. Appiccicata al busto, il protagonista ha una cintura di esplosivi.
Si farà saltare in aria se la direzione non accetterà le sue richieste, che
sono di poter andare a funghi qualche mattina, di avere insomma una vita più
libera, scardinata dalla produzione. Quasi dialoga con il pubblico; su un
palchetto rettangolare traccia limiti di carta igienica. Screzia di ironia
un'attesa snervante, snocciolando un soliloquio di ottima fattura.
Maura Sesia - La Repubblica, 15 settembre 2007
TEATRO
STABILE DI STRADA®
Decima stanzialità
VOGLIO
UN PAPPAGALLO
Matthew Smith: il p(r)ezzo della vita di un uomo
Da venerdì 21 a domenica 23 settembre 2007 ore 21.00
Piazza San Paolo
Caraglio (CN)
La decima stanzialità di TEATRO STABILE DI STRADA®
avverrà con il pieno
sostegno del Comune di Caraglio,
che - come
hanno recentemente fatto il
Comune di Venezia,
di Rivoli e di Gattinara - garantirà vitto e alloggio
all'attore
durante la permanenza, sposando lo spirito del progetto
e
facendosene
mecenate.
Nei medesimi giorni, Fiera d'Autunno a Caraglio
Info 339.4801713 -
marco.gobetti@ilbarrito.it
TEATRO
STABILE DI STRADA®
Nona
stanzialità
VOGLIO
UN PAPPAGALLO
Matthew Smith: il p(r)ezzo della vita di un uomo
Da venerdì 7 a domenica 9 settembre 2007 ore 21
Corso Valsesia 68, sagrato della chiesa di San Pietro
Gattinara (VC)
La nona stanzialità di TEATRO STABILE DI STRADA®
avverrà con il pieno
sostegno del Comune di Gattinara,
che - come
hanno recentemente fatto il
Comune di Venezia
e il Comune
di Rivoli - garantirà vitto e alloggio
all'attore
durante la permanenza, sposando lo spirito del progetto
e
facendosene
mecenate.
Nei medesimi giorni, Festa
dell'Uva a Gattinara
Info 339.4801713 -
marco.gobetti@ilbarrito.it
Compagnia Il Barrito degli
Angeli-Marco Gobetti
IN-EC-CESSO
Una bomba per cintura
di e con Marco Gobetti
Rassegna Temporanea 07
Martedì 4 settembre 2007 ore 21.30
Palazzo Piozzo
Via Gallo 1/a Rivoli (TO)
Posto unico 4 Euro
Informazioni: ACTI Teatri Indipendenti
tel. 011/5217099
e-mail info@teatriindipendenti.org
www.teatriindipendenti.org
Ufficio Cultura Comune di Rivoli tel. 011/9511681-6
TEATRO
STABILE DI STRADA®
a
Rivoli
Dopo la quinta (22-28 giugno 2007 - p.zza san Giovanni Torino), la
sesta (30 giugno - 2 luglio 2007 - p.zza Carignano Torino) e la
settima (10-15 luglio 2007 - Esedra di via Garibaldi Venezia),
mercoledì 1 agosto 2007 si inaugurerà l'ottava stanzialità di TEATRO
STABILE DI STRADA®: a Rivoli (TO), in via fratelli Piol, nei pressi del n°
civico 45,
dall'1 al 5 agosto 2007 tutte le sere alle ore 21.30, Marco Gobetti reciterà
il monologo “VOGLIO UN PAPPAGALLO – Matthew Smith: il p(r)ezzo della vita di
un uomo”.
Il pubblico potrà versare un’offerta a piacere, non obbligatoria, nel
cappello di fronte alla zona scenica.
L'ottava stanzialità di TEATRO STABILE DI STRADA® avverrà con il pieno
sostegno del Comune di Rivoli (TO), che - come ha recentemente fatto il
Comune di Venezia - garantirà vitto e alloggio all'attore durante la
permanenza, sposando lo spirito del progetto e facendosene così
mecenate.
Informazioni al n° 339.4801713 o via e-mail all'indirizzo
marco.gobetti@ilbarrito.it
Riportiamo con
piacere i collegamenti alle pagine web pubblicate dall'Assessorato alla
Produzione Culturale del Comune di Venezia, in occasione della recente
settima stanzialità lagunare:
http://www.culturaspettacolovenezia.it/index.php?iddoc=8340&tpl=schedarivista
(intervista)
http://www.culturaspettacolovenezia.it/index.php?iddoc=8306
(presentazione evento)
Invitiamo i Comuni interessati ad ospitare una stanzialità secondo il
principio di un mecenatismo illuminato e non sperperante (vitto e alloggio o
solo alloggio all'attore), a contattare il n° 339.4801713 o scrivere via
e-mail all'indirizzo
marco.gobetti@ilbarrito.it, nonché a prendere visione della lettera
aperta ai Comuni alla pagina
http://www.ilbarrito.it/letteraapertacomuni.htm
Ringraziamo gli spettatori che hanno sinora partecipato e tutti coloro che
saranno presenti alle repliche delle future stanzialità: per loro continuerà
ad essere disponibile il quaderno accanto alla zona scenica, sul quale -
prima, dopo o durante lo spettacolo - potranno scrivere tutto ciò che
vorranno.
Informazioni
sullo spettacolo che verrà replicato (VOGLIO UN PAPPAGALLO – Matthew Smith:
il p(r)ezzo della vita di un uomo) alla pagina
www.ilbarrito.it/vogliounpappagallo.htm.
Qui di seguito una descrizione dello spettacolo che lo scorso anno una
spettatrice scrisse sul proprio blog dopo avere partecipato a una replica
della stanzialità inaugurale in P.zza San Giovanni a Torino:
Venerdì sera stavo facendo una passeggiata, in centro, a Torino. Erano da
poco passate le 22, da Piazza Castello mi sono mossa verso Palazzo Reale.
L'aria era fresca. Ho pensato di passare dov’è il Duomo. Faccio per andare
in quella direzione, giro l'angolo e mi trovo di fronte a uno spettacolo
suggestivo. Le ombre della sera erano ormai scese sulla città. Un ragazzo
siede davanti a un muro. La scenografia è essenziale: la sedia, un
attaccapanni su cui è posto un vestito, 4 riflettori puntati sull'attore.
intorno un piccolo pubblico seduto su dei cuscini posti sulla piazza. Mi
fermo affascinata per sentire la storia di Mattew Smith un giovane orfano
perseguitato dal sogno della madre e del nonno, di un libro di cui non
riesce a leggere il titolo. Le persone che lo adottano vorrebbero farlo
smettere di sognare. Lui fugge e inizia una nuova vita in America. Lo
accoglie una ricca famiglia, diventa amico di Vincent. Si rende conto che
cantando "Voglio un pappagallo, voglio solo un pappagallo da tenere sulla
spalla che mi sia da testimon" può ottenere tutto quello che vuole. Diventa
il leit-motiv della serata questa canzone a cui ogni volta Matthew aggiunge
una strofa. La vita del ragazzo diventa difficile quando si trova, per una
serie di coincidenze, a dover fuggire.Colpevole? Per molti si è colpevole.
Prossima tappa Torino e il Piemonte, qui Matthew tra passato e presente
cercherà risposte su chi gli sta intorno, su quel sogno mai finito. Fino a
che per capire si dovrà di nuovo spostare vivendo così un finale
sorprendente.
Lo spettacolo è fatto anche di ombre e luci, proiettate sul muro. E' bello,
dura 1 ora e ti tiene incollata sul posto con la voglia di sapere come andrà
a finire. Una storia surreale, misteriosa e quasi fosca che a tratti diventa
rosa. L'attore cattura l'attenzione del pubblico con una recitazione
coinvolgente a più voci. A tratti si frappone l'intermezzo di un bambino a
cui un anziano, forse lo stesso Matthew, vuole raccontare una storia e un
caffè che non arriva mai a ebollizione. Sono arrivata in ritardo, ho perso i
primi 10 minuti, mi è piaciuto molto lo stesso, assistere a uno spettacolo,
così nel mezzo di una città, con gente che passava e sbirciava la scena
incuriosita per poi proseguire la passeggiata. Mi è sembrato di fare un
viaggio, per qualche minuto non essere più lì ma a New York, conoscere i
bizzarri personaggi che con pochi tratti precisi venivano descritti, tali da
vederteli quasi comparire davanti mentre la notte si stendeva su Torino. Poi
è giunta l'ora di tornare a casa, il sogno è finito e mi ha lasciato un bel
ricordo.
Teatro Stabile di Strada. Lo spettacolo è organizzato in Piazza San
Giovanni, di fianco al Duomo, ogni sera alle 22 fino al 17 luglio. E'
possibile fare un'offerta a piacere, non obbligatoria.
(http://pinky06.blog.lastampa.it/il_mio_weblog/2006/07/voglio_un_pappa.html
Scritto il 12 luglio 2006 alle 00:27)
Della rassegna stampa riportiamo qui di seguito due degli ultimi articoli
apparsi:
STABILE Sì, MA IN STRADA
di Monica Bonetto
su Torinosette - supplemento settimanale de La Stampa
(n° 933 - dal 22 al 28 giugno 2007)
E' uno strano esperimento in controcorrente. Semplice ed efficace nella sua
realizzazione, coraggioso, animato da passione, agito con professionalità e
cura. E' il Teatro Stabile di Strada. L'ha inventato Marco Gobetti, attore
torinese di solida formazione ed esperienza, che la scorsa estate ha deciso
di portare un monologo, "Voglio un pappagallo - Matthew Smith: il p(r)ezzo
della vita di un uomo" fuori dalle sale teatrali e dai luoghi consacrati per
la scena.
Per una quindicina di giorni, nel luglio del 2006, Gobetti arrivava con il
suo carretto carico di cuscini e pochi oggetti per la scena e si sistemava
in piazza San Giovanni di fianco al Duomo. Sistemava i cuscini a terra per
il pubblico, posizionava luci a gas, una sedia per sé, accoglieva il
pubblico che si avvicinava incuriosito e cominciava lo spettacolo. Al
termine, un cappello per le offerte e un libro su cui, chi voleva, poteva
scrivere pensieri e annotazioni riguardo a ciò che aveva appena visto. Il
passaparola aveva funzionato quasi subito e il pubblico, avvertito od
occasionale, non è mai mancato. Dopo si sono avvicendate altre stanzialità:
a Chieri, a Macerata, ad Alba. Ora, la quinta stanzialità è di nuovo a
Torino, nel posto dello scorso anno, con il medesimo, gustoso, avvincente
monologo. Dal 22 al 28 giugno alle 21.30. Poi, dal 30 giugno al 2 luglio,
sempre alle 21.30, in via Accademia delle Scienze, di fronte a Palazzo
Carignano. Da non perdere.
NOTIZIA SUL TEATRO STABILE DI STRADA di Maura Sesia - INScena – La rivista
mensile dello spettacolo diretta da Nuccio Messina (n° 7 – anno 2006 - pag.
26)
“Essere ascoltati: una conquista, non un presupposto, tanto meno un
diritto”. Lo asseriva Gian Renzo Morteo, docente, traduttore e critico
prematuramente scomparso, pensando agli attori, perno del teatro in cui
credeva, e alla loro relazione con gli spettatori. Un privilegio, catturarne
la fantasia. A questo principio si è ispirato Marco Gobetti del Barrito
degli Angeli, ideatore del primo Teatro Stabile di Strada. Controcorrente ma
senza aggressività, è un esclusiva mondiale con tanto di copyright che è
nata a Torino. Un progetto che prevede la stanzialità all’aperto di uno
spettacolo sul suolo pubblico, per tre o più giorni consecutivi, con offerta
libera a cappello. Referenti prioritari sono i comuni, interpellati quali
redivivi mecenati se scelgono di offrire all’attore vitto e alloggio.
Altrimenti, nel rispetto delle normative vigenti, lo spettacolo continua,
mantenendosi con gli incassi e cambiando piazza quando il pubblico si
esaurisce. Marco Gobetti vive del mestiere d’attore, regolarmente
scritturato; al contempo scrive testi o monologhi, distribuiti negli
abituali circuiti. Questi medesimi lavori fanno parte del repertorio del
Teatro Stabile di Strada, un’idea per avvicinare al teatro tutti, a
prescindere dall’età o dalla classe sociale, in assoluta libertà di
fruizione. Sono piéce che nulla hanno a che spartire con quanto solitamente
si vede en plein air. Il primo esperimento vincente si è tenuto presso il
duomo di Torino per quindici giorni: Marco Gobetti ha recitato il suo Voglio
un pappagallo – Matthew Smith: il p(r)ezzo della vita di un uomo. Una storia
surreale, con richiami alla tragica attualità delle torri gemelle. La
seconda stanzialità si è tenuta a Chieri, la terza a Montelupone, nelle
Marche, primo municipio a sposare appieno il progetto, con vitto ed alloggio
pagati all’artista che, in parallelo alla sua routine professionale,
continuerà a propugnare il Teatro Stabile di Strada.
Venerdì 13 e sabato 14 aprile 2007 ore
21
Teatro Fondamenta Nuove - Venezia -
Festival
Dissezioni
(prima nazionale)
IN-EC-CESSO
Una bomba per cintura
di e con Marco Gobetti
"Kamikaze non si nasce. Forse si diventa.
E non e' vero che non importa come: importa sempre come.
Ma importa a pochi". Un operaio
Un operaio
scrisse queste parole nella prima pagina di un documento in formato word.
La storia non consiste però in ciò che l’operaio scrisse nelle pagine
successive.
La storia è il fatto e il modo in cui le scrisse: su un computer palmare,
nel cesso di una fabbrica.
L' operaio il pomeriggio di un venerdì d’estate non uscì dalla fabbrica e si
rintanò nel cesso. Lì trascorse il fine settimana, scrivendo per due giorni
e tre notti su un computer palmare e facendo precise richieste: se queste
non fossero state accettate entro le ore 6 del lunedì successivo, l'operaio
si sarebbe fatto esplodere con il cesso, i muri e le macchine della
fabbrica.
Questo è un fatto realmente accaduto, ma nessuno lo sa e nessuno lo saprà
mai. Perché nessuno è autorizzato a crederci.
Nota
Un giorno in cui tutto mi sarei aspettato tranne che qualcuno mi mandasse
una e-mail. Proprio in quel giorno un operaio mi inviò una e-mail.
Non lo conoscevo e non lo conoscerò mai. Ma ho imparato a rispettarlo.
Le parole di questo copione vogliono essere un omaggio alle parole della sua
e-mail.
Anche perché sono lo spettacolo della sua e-mail.
E la sua e-mail è stata lo spettacolo della sua vita.
Questo copione è il primo dei tanti che riscriverò di replica in replica, a
seconda dei visi che mi troverò e mi sarò trovato di fronte. E dei cibi che
avrò mangiato. E dei vini che avrò bevuto o non bevuto. E dei pezzi di vita
che avrò vissuto.
Questo copione è stato fatto per essere disfatto.
L’autore della e-mail tace consenziente, perché è terra da tempo. E perché
comunque, essendo libero, sorride sovente.
Marco Gobetti, da una nota che precede il copione
Venerdì 30 e sabato
31 marzo 2007 ore 21
Officine Caos -
Stalker
Teatro
Piazza Montale 18/a Torino
Info 011.7399833 / 011.5881853
Elì elì, lema sabactani?
Dio mio, Dio mio
perché mi hai abbandonato?
di
Marco Gobetti
con
Mario Actis, Marco Gobetti
musiche di
Beppe Finello
Compagnia Il Barrito degli Angeli-Marco Gobetti
con il sostegno del Sistema Teatro Torino
Cristo cerca e incontra Al-Zarqāwī: due morti ammazzati,
lontani per secoli e colpe.
Esistono icone che propinano un sacro disumano, gettando ponti verso un
invisibile che non è inizio ma fine: non volo verso l’alto, ma verso il
basso, precipizio e dannosa verticalità.
L’immagine del viso di Al-Zarqāwī ucciso fece il giro del mondo (giornali,
internet, tv). Nulla giustifica la manipolazione di un morto, neppure le sue
colpe da vivo.
Urge un sacro umano.
Il problema non è il basso, almeno non più di quanto lo sia l’alto.
Il problema non è cercare di volare altrove.
Il problema è innanzitutto riuscire ad essere: il resto viene dopo.
Recuperare sudori e frattaglie.
Se il corpo di ogni uomo è costituito per il settanta per cento di acqua,
ogni uomo ha gli stessi diritti.
Allora non si spalmino ignobili icone sugli occhi e con gli occhi.
E’ ora di finirla di disseppellire i morti per seppellire i vivi.
E’ ora di iniziare a disseppellire i vivi, smettendo di farsi collana dei
morti.
Cristo incontra Al-Zarqāwī per indagare, non per giudicare.
Ma l’indagine è condotta da Cristo o dalla sua icona?
Quanto può ancora valere ciò che vediamo?
E quanto vale un urlo, senza il buio intorno?
A contare è pure chi vede e chi ascolta; non solo chi e ciò che è visto e
ascoltato. Contano quelli che ci sono. Tutti quelli che ci sono.
Principio ormai consolidato del lavoro della Compagnia è
la simultaneità fra drammaturgia e momento spettacolare, unita alla
centralità dell'attore-autore, dello spazio e del pubblico nell'evoluzione
della messa in scena: una drammaturgia dunque mobile e basata sul confronto
costante fra attori, spazi e pubblici diversi.
Il primo nucleo spettacolare di "ELI' ELI' LEMA SABACTANI Dio, Dio mio
perché mi hai abbandonato?" fu sperimentato con il pubblico nel settembre
2006: la versione che viene preparata e presentata nel 2007 con il sostegno
del Sistema Teatro Torino costituisce spettacolo completo e insieme
occasione di ulteriore scrittura.
Dicembre 2006 -
Marzo 2007: Marco Gobetti è in tournée con "ROMEO & GIULIETTA - NATI SOTTO
CONTRARIA STELLA" di Leo Muscato - LEART-Teatro/ELSINOR
LEART-Teatro
in collaborazione con ELSINOR
presenta
PROGETTO RI-SCRITTURE (capitolo I)
ROMEO
& GIULIETTA
NATI SOTTO CONTRARIA
STELLA
ovvero
LA DOLOROSA STORIA DI GIULIETTA E DEL SUO ROMEO
IMPUNEMENTE
INTERPRETATA DA COMICI TRSFORMISTI
SPECIALISTI
NEL TEATRO DI RICERCA
E IN COMPARSATE
da WILLIAM SHAKESPEARE
uno spettacolo di LEO
MUSCATO
con
R UGGERO
DONDI - VECCHIO ATTORONE DI UNA VOLTA (nei panni di GIULIETTA)
SALVATORE LANDOLINA - EX GIOVINE ATTORE DEL TEATRO D’AVANGUARDIA (nei panni
di ROMEO)
PAOLO BESSEGATO - CAPO COMPARSE E TRASFORMISTA (nei panni di
BENVOLIO-BALIA-FRATE LORENZO)
ERNESTO MAHIEUX - ATTORE PROMISCUO (nei panni di MERCUZIO-MADONNA
CAPULETI-FRATE LORENZO)
MARCO GOBETTI - ATTORE AVVENTIZIO (nei panni di BALDASSARRE-PATRON
CAPULETI-FRATE LORENZO)
GIORDANO MANCIOPPI - SERVO DI SCENA (costretto a infilarsi nei panni di
PARIDE -TEBALDO)
ALESSANDRO GRAZIAN - MUSICANTE (nei panni del MUSICANTE)
|
Lo spettacolo
Sette vecchi COMICI GIROVAGHI si presentano al pubblico per
interpretare La dolorosa storia di Giulietta e del suo Romeo. Sanno
bene che è una storia che già tutti conoscono, ma loro sono
intenzionati a raccontarla osservando il più autentico spirito
elisabettiano: sono tutti uomini e ognuno di loro interpreta più personaggi,
anche quelli femminili!
Il fatto è che di pari passo con le buone intenzioni, vanno
le loro effettive capacità (o modalità) di stare in scena. Rivali e complici
allo stesso tempo, da un lato si rubano le battute, dall’altro si aiutano
come meglio possono. Convinti di essere dei bravi attori, non si rendono
conto che, in realtà, quando sono in palcoscenico, non riescono neanche a
dissimulare i loro rapporti personali fatti di invidie, ripicche, alleanze,
rappacificazioni. A volte, le intenzioni dei personaggi si confondono con le
loro, provocando una serie di azioni e reazioni a catena che, in una
dimensione meta-teatrale assolutamente involontaria, finiscono per
massacrare la storia dell’esimio poeta!
Presi singolarmente, sembrano avanzi di teatro; messi
insieme, formano una compagnia tragica, involontariamente comica, quindi
doppiamente tragica. Ma loro non lo sanno! Forse qualcuno lo immagina,
ma preferisce non approfondire.
Succede un miracolo però: nonostante tutto, la storia di
Romeo e Giulietta vince su ogni cosa.
In un modo o nell’altro, questi COMICI, riescono a raccontare
la storia dei due giovani amanti; anche se a farlo sono degli
uomini che “giovani” non lo sono più da tanto tempo.
E in un modo o nell’altro riescono pure a far commuovere!
Forse perché dalla loro goffaggine traspare una verità che insinua un
forte dubbio: quello che, in questa storia, più di chiunque altro, siano
proprio loro quelli… Nati sotto contraria stella.
|
drammaturgia e
regia LEO MUSCATO
scene e costumi MARIA CARLA RICOTTI
musiche originali DARIO BUCCINO
disegno luci
ALESSANDRO VERAZZI
direttore di scena GIORDANO MANCIOPPI
assistente di scena BARBARA BEDRINA
datore luci VINCENZO DE ANGELIS
capo macchinista ALFONSO D'EMILIO
aiuto elettricista DANIELE ROMANI
organizzazione NORA
GUAZZOTTI
responsabile di produzione GIANLUCA BALESTRA
LEART’ - teatro
Via Bernini, 76 -
63013 Grottammare (AP)
Tel. 0735.736302 -
Cell. 347.8228091
e-mail:
info@leart.it -
www.leart.it
|
Dopo le
24 repliche per strada, nell'ambito delle
prime quattro stanzialità di
TEATRO
STABILE DI STRADA®, torna in
un teatro lo spettacolo VOGLIO UN PAPPAGALLO - Matthew
Smith: il p(r)ezzo della vita di un uomo
Sabato 11 novembre 2006 ore 21
TEATRO DELLA CADUTA
Via Buniva 24 - Torino
Ingresso libero (prenotazione consigliata)
Info
e prenotazioni 011.19504322 -
info@teatrodellacaduta.org
VOGLIO UN PAPPAGALLO
Matthew Smith: il p(r)ezzo della vita di un uomo
Amori omicidi ombre silenzi
risate pianti luci rumori.
Chi è veramente Matthew Smith?
Da dove viene e che cosa ha fatto?
E’ vittima o miete vittime?
E’ schiavo o padrone?
E’ innamorato o finge di esserlo?
Insegue o scappa da qualcuno?
Un attore, un vestito vuoto e una sedia, con quattro fari
intorno, per rivelare la vita di un uomo e smascherare un feroce
meccanismo di potere
Al Pubblico, ai
Comuni, agli Organi di Informazione
 Dopo
la prima (3-17 luglio 2006 - Torino), la seconda (29-31 luglio 2006 - Chieri
- TO) e la terza (25-27 agosto 2006 - Montelupone - MC), la Compagnia
Il Barrito degli Angeli-Marco Gobetti vara la
quarta stanzialità di TEATRO STABILE DI STRADA®.
Per 3
giorni, da sabato 30 settembre a lunedì 2 ottobre 2006,
tutte le sere alle ore 21.00 in piazza Rossetti, davanti
all'abside del Duomo di San Lorenzo ad Alba (CN), verrà
replicato lo spettacolo “VOGLIO UN PAPPAGALLO – Matthew Smith: il
p(r)ezzo della vita di un uomo”.
Per arrivare al luogo dello spettacolo, vd. mappa
Il pubblico potrà versare un’offerta a piacere, non obbligatoria, nel
cappello di fronte alla zona scenica.
Informazioni sullo spettacolo alla pagina:
www.ilbarrito.it/vogliounpappagallo.htm
Informazioni sul progetto TEATRO STABILE DI STRADA®
alla pagina:
www.ilbarrito.it/teatrostabiledistrada.htm
Nei medesimi giorni ad
Alba si inaugurerà la
76a Fiera Nazionale del Tartufo Bianco d'Alba (dal 30
settembre al 5 novembre 2006 -
www.fieradeltartufo.org - programma
dettagliato: http://www.fieradeltartufo.org/calendario.htm):
segnaliamo anche con piacere che, proprio nell'ambito della Fiera, in
piazza Rossetti (dove alla sera avverrà
TEATRO STABILE DI STRADA®) durante il giorno avrà
luogo il Mercato delle Erbe (1-15 Ottobre).
Invitiamo i Comuni interessati ad ospitare una stanzialità secondo il
principio di un mecenatismo illuminato e non sperperante (vitto e alloggio o
solo alloggio all'attore), a contattare il n° 339.4801713 o scrivere
via e-mail all'indirizzo marco.gobetti@ilbarrito.it
Ringraziamo gli spettatori che hanno sinora partecipato e tutti coloro che
saranno presenti alle repliche di questa quarta stanzialità.
Un ringraziamento va pure al Comune di Montelupone che, per primo in Italia,
ha sposato in toto lo spirito del progetto, garantendo vitto e alloggio
all'attore e mettendo persino a disposizione le attrezzature dei propri
uffici per stampare i volantini relativi alla stanzialità; l'attore desidera
poi manifestare particolare gratitudine alla signora Ernesta, abitante di
Montelupone, che ha messo a disposizione un proprio locale per ospitare la
scenografia di TEATRO STABILE DI STRADA® durante la stanzialità.
Qui di seguito riportiamo la descrizione dettagliata del progetto TEATRO
STABILE DI STRADA®: sul
sito anche una rassegna stampa, una
raccolta di commenti del pubblico e
documentazione fotografica.
TEATRO STABILE DI STRADA®: pensiero, mezzi e scopi
TEATRO STABILE DI STRADA®
si fonda su una stanzialità frazionata, mai definitiva e in continua
ricostituzione nel territorio; tale mobile stanzialità viene esercitata in
strada.
TEATRO STABILE DI STRADA®
avviene ogni qual volta la Compagnia replica uno spettacolo in strada
nei modi seguenti:
-
nello stesso luogo
-
alla stessa ora
-
per più di due giorni consecutivi
Ogni spostamento e
ricostituzione di TEATRO STABILE DI STRADA® sono
segnalate per via telematica (internet e e-mail) al potenziale pubblico e
agli organi di informazione.
Per la Compagnia TEATRO
STABILE DI STRADA® è mezzo utile ad aggirare quei meccanismi
e quelle strutture che limitano l’esercizio dell’attività dell’attore e la
partecipazione del pubblico agli spettacoli.
La Compagnia in questo modo
intende contaminare il sistema teatrale.
All’offerta commerciale dei
propri spettacoli presso i circuiti esistenti, la Compagnia affianca insomma
la replica auto-gestita dei medesimi spettacoli per la strada, secondo il
principio della stanzialità frazionata.
L’attore di TEATRO
STABILE DI STRADA® vive dei soldi ricavati a cappello e
dell’eventuale ospitalità da parte del Comune in cui va a fare spettacolo.
Per esistere TEATRO
STABILE DI STRADA® chiede quindi ai Comuni un aiuto
essenziale, nello spirito di un mecenatismo illuminato, non sperperante e
dedicato a un teatro che risponda innanzitutto al bisogno forte degli uomini
che lo fanno (attori e pubblico).
In mancanza di ospitalità
(vitto e alloggio o solo alloggio) da parte del Comune, l’attore replicherà
lo spettacolo per i giorni di sopravvivenza: cioè per tanti giorni quanti
riuscirà a mantenersi con i soldi ricavati a cappello nella stanzialità in
atto o residui della stanzialità precedente. Prima di superare detto limite,
si sposterà.
L’attore della Compagnia
opera artigianalmente nella preparazione dello spettacolo, cercando di
plasmare una forma semplice, elastica, viva e modificabile, adatta ad
accogliere gli uomini che trovandosi per strada in un determinato luogo lo
faranno esistere una replica dopo l’altra. Essendo egli stesso uno di quegli
uomini ed essendo gli altri uomini gli spettatori di ogni stanzialità
frazionata, la permanenza in ogni Comune in cui TEATRO STABILE DI STRADA®
avverrà, sarà mezzo irrinunciabile affinché l’attore conosca il
pubblico, la sua vita, i suoi luoghi e la sua cultura. Sarà stimolo per
l’attore a non dimenticare mai di essere innanzitutto un uomo e che ogni
spettacolo che fa è un pezzo della sua vita vissuto pienamente con altri
uomini.
L’auspicio è dunque che la
stanzialità frazionata arricchisca l’immaginario, la memoria e la cultura
dell’attore e che la strada favorisca l’incontro libero e imprevedibile con
il pubblico: lo spettacolo anziché prodotto sarà così avvenimento e anziché
fruizione sarà per il pubblico esperienza.
Con TEATRO STABILE DI
STRADA® la Compagnia ribadisce quindi, perfezionandola, la
propria vocazione ad una drammaturgia e un teatro compresenti, mobili e
basati sul confronto costante fra attore, spazi e pubblici diversi, di un
teatro che sia vita e rivolta piuttosto che sterile rappresentazione. In
questo senso vi è totale coincidenza con i principi che ispirarono alla
Compagnia il progetto Quel suono del mosto che bolle. Principi così
sintetizzabili: “[…] Per una drammaturgia e per un teatro fortemente
radicati sul territorio. Per un teatro che però sia non geografico ma
geopratico e che evocando e rivelando miri a rivolgersi, per forma ed
argomenti, alla gente che sul territorio vive: all’operaio come allo
studente, all’agricoltore, al pensionato, all’impiegato, all’insegnante,
alla casalinga, alle persone. Un teatro che utilizzi la memoria come
strumento di libertà e che attinga al presente come tempo in cui vivere e
fare accadere, lottando per sognare e pensare: un teatro che trovi i suoi
temi forti nell’epoca in cui avviene (l'informatica, i politici, la
televisione, le guerre…), accostandoli con determinazione ai temi
eterni, bagaglio di ogni uomo (l’amore, la morte, il sogno, il coraggio…).
Per un teatro popolare nell’accezione meno restrittiva e più corretta del
termine, quella che espresse Jean Vilar in un passo di quel “documento
memorabile” - così lo definì Gian Renzo Morteo citandola nel suo IL
TEATRO POPOLARE IN FRANCIA - che fu l’intervista da lui rilasciata al
mensile Bref nel 1955: “Per me, teatro popolare significa teatro universale”
(dalla scheda relativa al progetto
Quel suono del mosto che bolle).
Per la scelta delle
stanzialità di
TEATRO STABILE DI
STRADA® la Compagnia accetterà di
buon grado inviti da parte dei Comuni interessati.
Per informazioni e
contatti:
e-mail: marco.gobetti@ilbarrito.it
– tel 339.4801713 – fax 1782268488
Al Pubblico, ai
Comuni, agli Organi di Informazione
Dopo
Torino (3-17 luglio 2006) e Chieri (29-31 luglio 2006) viene
varata a Montelupone (MC) la terza stanzialità di TEATRO STABILE DI
STRADA®.
Per tre giorni, da venerdì 25
agosto a domenica 27 agosto 2006, ogni sera alle ore 21.00 a
MONTELUPONE (MC), in via XX Settembre, di fronte al n° civico 23 (piazza de
lo pozzo), la Compagnia Il Barrito degli Angeli-Marco Gobetti replica lo
spettacolo “VOGLIO UN PAPPAGALLO – Matthew Smith: il p(r)ezzo della vita
di un uomo”.
Per arrivare al
luogo dello spettacolo:
mappa
Il pubblico potrà versare un’offerta a piacere, non obbligatoria, nel
cappello di fronte alla zona scenica.
Informazioni sullo spettacolo alla pagina:
www.ilbarrito.it/vogliounpappagallo.htm
Informazioni sul progetto TEATRO STABILE DI STRADA®
alla pagina:
www.ilbarrito.it/teatrostabiledistrada.htm
La terza stanzialità avviene su invito e grazie all'ospitalità attiva del
Comune di Montelupone (http://www.comune.montelupone.mc.it),
dove nei medesimi giorni si svolgerà la rassegna Apimarche 2006.
Invitiamo i Comuni interessati ad ospitare una stanzialità a prendere
contatti al n° 339.4801713 o via e-mail all'indirizzo
marco.gobetti@ilbarrito.it.
Ringraziamo il pubblico che ha sinora partecipato e tutti coloro che saranno
presenti alle repliche di questa terza stanzialità.
Al Pubblico, ai
Comuni, agli Organi di Informazione
Dopo
il successo della prima (3-17 luglio - p.zza San Giovanni - Torino) viene
varata la seconda stanzialità di TEATRO STABILE DI
STRADA®.
Per 3 giorni, da sabato 29
luglio a lunedì 31 luglio 2006, tutte le sere alle ore
21.30 a Chieri (TO), in Piazzetta San Giorgio (di
fronte alla Chiesa di San Giorgio), verrà replicato lo spettacolo “VOGLIO
UN PAPPAGALLO – Matthew Smith: il p(r)ezzo della vita di un uomo”.
Per arrivare al
luogo dello spettacolo:
mappa
Il pubblico potrà versare un’offerta a piacere, non obbligatoria, nel
cappello di fronte alla zona scenica.
Informazioni sullo spettacolo alla pagina:
www.ilbarrito.it/vogliounpappagallo.htm
Informazioni sul progetto TEATRO STABILE DI STRADA®
alla pagina:
www.ilbarrito.it/teatrostabiledistrada.htm
Invitiamo i Comuni interessati ad ospitare una stanzialità a prendere
contatti al n° 339.4801713 o via e-mail all'indirizzo
marco.gobetti@ilbarrito.it.
Ringraziamo il pubblico che ha sinora partecipato e tutti coloro che saranno
presenti alle repliche di questa seconda stanzialità.
Al Pubblico, ai
Comuni, agli Organi di Informazione
La compagnia Il
Barrito degli Angeli-Marco Gobetti
presenta
TEATRO STABILE DI
STRADA®
Inaugurazione
Per quindici giorni, da
lunedì 3 luglio a lunedì 17 luglio 2006, tutte le sere alle ore
22.00 a Torino, nei pressi del n° civico 2 in Piazza San Giovanni (di
fianco al Duomo), verrà replicato lo spettacolo “VOGLIO UN PAPPAGALLO –
Matthew Smith: il p(r)ezzo della vita di un uomo”.
Il pubblico potrà versare
un’offerta a piacere, non obbligatoria, nel cappello di fronte alla zona
scenica.
Lo spettacolo dura un’ora
ed è stato replicato nei mesi scorsi con singole date in luoghi chiusi,
nell’ambito del progetto Quel suono
del mosto che bolle, di cui
TEATRO STABILE DI STRADA® è naturale evoluzione.
Informazioni sullo
spettacolo alla pagina:
www.ilbarrito.it/vogliounpappagallo.htm.
Informazioni sul progetto TEATRO STABILE DI STRADA®
alla pagina:
www.ilbarrito.it/teatrostabiledistrada.htm
Giovedì 20 aprile 2006 ore 21
Chiesetta Cascina Campazzo - Parco del Ticinello
Via Dudovich 10 - Milano
Ingresso libero - Info
02.89500565 - info@parcoticinello.it
- www.parcoticinello.it -
Come raggiungere il
Parco del Ticinello
VOGLIO UN PAPPAGALLO
Matthew Smith: il p(r)ezzo della vita di un uomo
Amori omicidi ombre silenzi
risate pianti luci rumori.
Chi è veramente Matthew Smith?
Da dove viene e che cosa ha fatto?
E’ vittima o miete vittime?
E’ schiavo o padrone?
E’ innamorato o finge di esserlo?
Insegue o scappa da qualcuno?
Un attore, un vestito vuoto e una sedia, con quattro fari
intorno, per rivelare la vita di un uomo e smascherare un feroce
meccanismo di potere
Spettacolo realizzato nel 2005 con il
sostegno del Sistema Teatro Torino (convenzione con il Comune di Torino)
Replica inserita nel progetto
Quel suono del mosto
che bolle
17-18 marzo 2006
ore 21
Teatro Officina Caos
P.zza Eugenio Montale 18 - zona Vallette - Torino
Nell'ambito del festival E'(C)CENTRICO a cura
di Stalker Teatro
Info
011.7399833 o 348.4405034 -
info@stalkerteatro.net
IN-EC-CESSO
Una bomba per cintura
"Kamikaze non si nasce. Forse si diventa. E non e'
vero che non importa come: importa sempre come. Ma importa a pochi".
Un operaio scrisse
queste parole nella prima pagina di un documento in formato word. La storia
non consiste però in ciò che l’operaio scrisse nelle pagine successive.
La storia è il fatto e il modo in cui le scrisse: su un computer palmare,
nel cesso di una fabbrica.
L' operaio il pomeriggio di un venerdì d’estate non uscì dalla fabbrica e si
rintanò nel cesso. Lì trascorse il fine settimana, scrivendo per due giorni
e tre notti su un computer palmare e facendo precise richieste: se queste
non fossero state accettate entro le ore 6 del lunedì successivo, l'operaio
si sarebbe fatto esplodere con il cesso, i muri e le macchine della
fabbrica.
Questo è un fatto realmente accaduto, ma nessuno lo sa e nessuno lo saprà
mai. Perché nessuno è autorizzato a crederci.
Nel cesso di un teatro un attore rileggerà e riassumerà ad oltranza (fino ad
esaurimento di pubblico in entrata e in uscita) lo scritto dell'operaio, per
evocarne la rivolta e scoprire come raccontarne la storia.
Spettacolo in preparazione (sostegno
del Sistema Teatro Torino - convenzione con il Comune di Torino)
Giovedì 9 marzo 2006 ore 21
Palazzo Nuovo - zona Celid (Università di Torino - Facoltà umanistiche)
Via S. Ottavio 20
Nell'ambito di
Epi-dèmia
Informazioni
disinfo@epi-demia.org
VOGLIO UN PAPPAGALLO
Matthew Smith: il p(r)ezzo della vita di un uomo
Amori omicidi ombre silenzi
risate pianti luci rumori.
Chi è veramente Matthew Smith?
Da dove viene e che cosa ha fatto?
E’ vittima o miete vittime?
E’ schiavo o padrone?
E’ innamorato o finge di esserlo?
Insegue o scappa da qualcuno?
Un attore, un vestito vuoto e una sedia, con quattro fari
intorno, per rivelare la vita di un uomo
e smascherare un feroce
meccanismo di potere
Spettacolo realizzato nel 2005 con il
sostegno del Sistema Teatro Torino (convenzione con il Comune di Torino)
Replica inserita nel progetto
Quel suono del mosto
che bolle
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