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TEATRO STABILE DI STRADA®
Realizzazione:
pensiero, mezzi e scopi
TEATRO
STABILE DI STRADA® si fonda su una stanzialità frazionata, mai definitiva e
in continua ricostituzione nel territorio; tale mobile stanzialità viene
esercitata in strada.
TEATRO STABILE DI STRADA® avviene ogni qual volta l’attore replica uno
spettacolo in strada e a cappello nei modi seguenti:
- nello stesso luogo
- alla stessa ora
- per più di due giorni consecutivi
Ogni spostamento e ricostituzione di TEATRO STABILE DI STRADA® sono
segnalate per via telematica (internet e e-mail) al potenziale pubblico e
agli organi di informazione.
Per l’attore, TEATRO STABILE DI STRADA® è mezzo utile ad aggirare quei
meccanismi e quelle strutture che limitano l’esercizio dell’attività
dell’attore e la partecipazione del pubblico agli spettacoli.
L’attore in questo modo intende contaminare il sistema teatrale.
All’offerta commerciale dei
propri spettacoli presso i circuiti esistenti (mediante l’attività della sua
Compagnia), l’attore affianca insomma la replica auto-gestita dei medesimi
spettacoli per la strada, secondo il principio della stanzialità frazionata.
L’attore di TEATRO STABILE DI STRADA® vive dei soldi ricavati a cappello e
dell’eventuale ospitalità da parte del Comune in cui va a fare spettacolo.
Per esistere TEATRO STABILE DI STRADA® chiede quindi ai Comuni un aiuto
essenziale, nello spirito di un mecenatismo illuminato, non sperperante e
dedicato a un teatro che risponda innanzitutto al bisogno forte degli uomini
che lo fanno (attori e pubblico).
In mancanza di ospitalità (vitto e alloggio o solo alloggio) da parte del
Comune, l’attore replicherà lo spettacolo per i giorni di sopravvivenza:
cioè per tanti giorni quanti riuscirà a mantenersi con i soldi ricavati a
cappello nella stanzialità in atto o residui della stanzialità precedente.
Prima di superare detto limite, si sposterà.
L’attore opera artigianalmente nella preparazione dello spettacolo, cercando
di plasmare una forma semplice, elastica, viva e modificabile, adatta ad
accogliere gli uomini che trovandosi per strada in un determinato luogo lo
faranno esistere una replica dopo l’altra. Essendo egli stesso uno di quegli
uomini ed essendo gli altri uomini gli spettatori di ogni stanzialità
frazionata, la permanenza in ogni Comune in cui TEATRO STABILE DI STRADA®
avverrà, sarà mezzo irrinunciabile affinché l’attore conosca il pubblico, la
sua vita, i suoi luoghi e la sua cultura. Sarà stimolo per l’attore a non
dimenticare mai di essere innanzitutto un uomo e che ogni spettacolo che fa
è un pezzo della sua vita vissuto pienamente con altri uomini.
L’auspicio è dunque che la stanzialità frazionata arricchisca l’immaginario,
la memoria e la cultura dell’attore e che la strada favorisca l’incontro
libero e imprevedibile con il pubblico: lo spettacolo anziché prodotto sarà
così avvenimento e anziché fruizione sarà per il pubblico esperienza.
Con TEATRO STABILE DI STRADA® l’attore ribadisce quindi, perfezionandola, la
propria vocazione ad una drammaturgia e un teatro compresenti, mobili e
basati sul confronto costante fra attore, spazi e pubblici diversi: un
teatro che sia vita e rivolta piuttosto che sterile rappresentazione. Per
una drammaturgia e per un teatro fortemente radicati sul territorio. Per un
teatro che però sia non geografico ma geopratico e che evocando e rivelando
miri a rivolgersi, per forma ed argomenti, alla gente che sul territorio
vive: all’operaio come allo studente, all’agricoltore, al pensionato,
all’impiegato, all’insegnante, alla casalinga, alle persone. Un teatro che
utilizzi la memoria come strumento di libertà e che attinga al presente come
tempo in cui vivere e fare accadere, lottando per sognare e pensare: un
teatro che trovi i suoi temi forti nell’epoca in cui avviene (l'informatica,
i politici, la televisione, le guerre…), accostandoli con determinazione ai
temi eterni, bagaglio di ogni uomo (l’amore, la morte, il sogno, il
coraggio…). Per un teatro popolare nell’accezione meno restrittiva e più
corretta del termine, quella che espresse Jean Vilar in un passo di quel
“documento memorabile” - così la definì Gian Renzo Morteo citandola nel suo
IL TEATRO POPOLARE IN FRANCIA - che fu l’intervista da lui rilasciata al
mensile Bref nel 1955: “Per me, teatro popolare significa teatro universale”
Per la scelta delle stanzialità di TEATRO STABILE DI STRADA® l'attore
accetterà di buon grado inviti da parte dei Comuni interessati.
Per informazioni e
contatti:
e-mail: marco.gobetti@ilbarrito.it
– tel 339.4801713 – fax 1782268488
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