|
|
|
Al Pubblico, ai Comuni, agli
Organi di Informazione
Argomenti
- Le stanzialità del 2007 e i Comuni mecenati
- Nasce l'Opificio Nomade di Drammaturgia Plateale (ONDP)
Le stanzialità del 2007
e i Comuni mecenati
Dopo la prima (3-17 luglio 2006 - Piazza S. Giovanni - Torino ), la seconda
(29-31 luglio 2006 - Piazzetta S. Giorgio - Chieri - TO), la terza (25-27
agosto 2006 - Piazza de lo Pozzo - Montelupone - MC - comune mecenate) e la
quarta (30 settembre - 2 ottobre 2006 - Alba - CN), vengono varate la quinta
e la sesta stanzialità di TEATRO STABILE DI STRADA®, che inaugurano la
rete di stanzialità frazionate del 2007.
Venerdì 15 giugno 2007 alle ore 11.30, sui primi gradini del Duomo di
Torino, è indetta una conferenza stampa - la partecipazione è aperta a
chiunque vorrà intervenire, compresi ovviamente i passanti - nella quale
Marco Gobetti presenterà il TEATRO STABILE DI STRADA® e risponderà ad
eventuali domande.
La quinta stanzialità avviene per sette giorni, da venerdì 22 a
giovedì 28 giugno 2007: tutte le sere alle ore 21.30 a Torino, nei
pressi del n° civico 2 in Piazza San Giovanni (di fianco al Duomo,
dove un anno prima si diede corso al progetto con la stanzialità inaugurale
di 15 giorni), Marco Gobetti recita il monologo “VOGLIO UN PAPPAGALLO –
Matthew Smith: il p(r)ezzo della vita di un uomo”. L'attore continua poi a
recitare a Torino, spostandosi in via Accademia delle Scienze,
di fronte a piazza Carignano, per dare vita alla sesta stanzialità,
che dura tre giorni: da sabato 30 giugno a lunedì 2 luglio, tutte le sere
alle ore 21.30.
TEATRO STABILE DI STRADA® si sposta quindi a Venezia (il Comune e la
Municipalità di Venezia garantiscono vitto e alloggio all'attore durante la
permanenza, sposando in toto lo spirito del progetto e facendosene così
mecenati), dove fra il 10 e il 15 luglio avviene la settima stanzialità
(Via Garibaldi).
L’ottava stanzialità, da mercoledì 1 a domenica 5 agosto 2007,
avviene a Rivoli (TO), Comune che pure si è fatto mecenate del
progetto (vitto e alloggio all’attore). Nel mese di settembre due Comuni
piemontesi si fanno mecenati della nona e della decima stanzialità
di TEATRO STABILE DI STRADA®: Gattinara (VC) e Caraglio (CN),
che hanno entrambi scelto di ospitare una stanzialità in concomitanza con
proprie manifestazioni. TEATRO STABILE DI STRADA® avviene dunque a Gattinara
dal 7 al 9 settembre in occasione della Festa dell'Uva e a Caraglio dal 21
al 23 settembre 2007 in occasione della Fiera d'Autunno.
Venerdì 30 novembre 2007 si inaugura la undicesima stanzialità di
TEATRO STABILE DI STRADA®: a Torino, nella Galleria San
Federico, di fronte al cinema Lux, da venerdì 30 novembre fino a domenica 2
dicembre 2007 tutti i pomeriggi alle ore 16.00, Marco Gobetti
recita il monologo “IN-EC-CESSO Una bomba per cintura”.
La sperimentazione di una stanzialità autunnale di
TEATRO STABILE DI STRADA® coincide con la presentazione su strada di
un nuovo spettacolo, che andrà ad arricchire la programmazione delle future
reti di stanzialità; come accade per "VOGLIO UN PAPPAGALLO - Matthew Smith: il
p(r)ezzo della vita di un uomo" (una sessantina sinora le repliche
effettuate), pure con “IN-EC-CESSO Una bomba per cintura”,
l'attore trasporta su strada - in modo autonomo organizzato e stanziale - uno
spettacolo che già propone nei modi e nei luoghi del sistema teatrale esistente.
Indicazioni per raggiungere il luogo: mappa
Il pubblico può versare un’offerta a piacere, non obbligatoria, nel
cappello di fronte alla zona scenica.
Informazioni sullo spettacolo che verrà replicato (VOGLIO UN PAPPAGALLO –
Matthew Smith: il p(r)ezzo della vita di un uomo) alla pagina
www.ilbarrito.it/vogliounpappagallo.htm. Qui di seguito una descrizione
dello spettacolo che lo scorso anno una spettatrice scrisse sul proprio blog
dopo avere partecipato a una replica della stanzialità inaugurale in P.zza
San Giovanni a Torino:
Venerdì sera stavo facendo una passeggiata, in centro, a Torino. Erano da
poco passate le 22, da Piazza Castello mi sono mossa verso Palazzo Reale.
L'aria era fresca. Ho pensato di passare dov’è il Duomo. Faccio per andare
in quella direzione, giro l'angolo e mi trovo di fronte a uno spettacolo
suggestivo. Le ombre della sera erano ormai scese sulla città. Un ragazzo
siede davanti a un muro. La scenografia è essenziale: la sedia, un
attaccapanni su cui è posto un vestito, 4 riflettori puntati sull'attore.
intorno un piccolo pubblico seduto su dei cuscini posti sulla piazza. Mi
fermo affascinata per sentire la storia di Mattew Smith un giovane orfano
perseguitato dal sogno della madre e del nonno, di un libro di cui non
riesce a leggere il titolo. Le persone che lo adottano vorrebbero farlo
smettere di sognare. Lui fugge e inizia una nuova vita in America. Lo
accoglie una ricca famiglia, diventa amico di Vincent. Si rende conto che
cantando "Voglio un pappagallo, voglio solo un pappagallo da tenere sulla
spalla che mi sia da testimon" può ottenere tutto quello che vuole. Diventa
il leit-motiv della serata questa canzone a cui ogni volta Matthew aggiunge
una strofa. La vita del ragazzo diventa difficile quando si trova, per una
serie di coincidenze, a dover fuggire.Colpevole? Per molti si è colpevole.
Prossima tappa Torino e il Piemonte, qui Matthew tra passato e presente
cercherà risposte su chi gli sta intorno, su quel sogno mai finito. Fino a
che per capire si dovrà di nuovo spostare vivendo così un finale
sorprendente.
Lo spettacolo è fatto anche di ombre e luci, proiettate sul muro. E' bello,
dura 1 ora e ti tiene incollata sul posto con la voglia di sapere come andrà
a finire. Una storia surreale, misteriosa e quasi fosca che a tratti diventa
rosa. L'attore cattura l'attenzione del pubblico con una recitazione
coinvolgente a più voci. A tratti si frappone l'intermezzo di un bambino a
cui un anziano, forse lo stesso Matthew, vuole raccontare una storia e un
caffè che non arriva mai a ebollizione. Sono arrivata in ritardo, ho perso i
primi 10 minuti, mi è piaciuto molto lo stesso, assistere a uno spettacolo,
così nel mezzo di una città, con gente che passava e sbirciava la scena
incuriosita per poi proseguire la passeggiata. Mi è sembrato di fare un
viaggio, per qualche minuto non essere più lì ma a New York, conoscere i
bizzarri personaggi che con pochi tratti precisi venivano descritti, tali da
vederteli quasi comparire davanti mentre la notte si stendeva su Torino. Poi
è giunta l'ora di tornare a casa, il sogno è finito e mi ha lasciato un bel
ricordo.
Teatro Stabile di Strada. Lo spettacolo è organizzato in Piazza San
Giovanni, di fianco al Duomo, ogni sera alle 22 fino al 17 luglio. E'
possibile fare un'offerta a piacere, non obbligatoria.
(http://pinky06.blog.lastampa.it/il_mio_weblog/2006/07/voglio_un_pappa.html
Scritto il 12 luglio 2006 alle 00:27)
Documentazione fotografica è consultabile al link
http://www.ilbarrito.it/fotografietss.htm,
mentre della rassegna stampa (http://www.ilbarrito.it/rassegnastampateatss.htm)
riportiamo qui di seguito l'ultimo articolo in ordine temporale:
NOTIZIA SUL TEATRO STABILE DI STRADA di Maura Sesia - INScena – La rivista
mensile dello spettacolo diretta da Nuccio Messina (n° 7 – anno 2006 - pag.
26)
“Essere ascoltati: una conquista, non un presupposto, tanto meno un
diritto”. Lo asseriva Gian Renzo Morteo, docente, traduttore e critico
prematuramente scomparso, pensando agli attori, perno del teatro in cui
credeva, e alla loro relazione con gli spettatori. Un privilegio, catturarne
la fantasia. A questo principio si è ispirato Marco Gobetti del Barrito
degli Angeli, ideatore del primo Teatro Stabile di Strada. Controcorrente ma
senza aggressività, è un esclusiva mondiale con tanto di copyright che è
nata a Torino. Un progetto che prevede la stanzialità all’aperto di uno
spettacolo sul suolo pubblico, per tre o più giorni consecutivi, con offerta
libera a cappello. Referenti prioritari sono i comuni, interpellati quali
redivivi mecenati se scelgono di offrire all’attore vitto e alloggio.
Altrimenti, nel rispetto delle normative vigenti, lo spettacolo continua,
mantenendosi con gli incassi e cambiando piazza quando il pubblico si
esaurisce. Marco Gobetti vive del mestiere d’attore, regolarmente
scritturato; al contempo scrive testi o monologhi, distribuiti negli
abituali circuiti. Questi medesimi lavori fanno parte del repertorio del
Teatro Stabile di Strada, un’idea per avvicinare al teatro tutti, a
prescindere dall’età o dalla classe sociale, in assoluta libertà di
fruizione. Sono piéce che nulla hanno a che spartire con quanto solitamente
si vede en plein air. Il primo esperimento vincente si è tenuto presso il
duomo di Torino per quindici giorni: Marco Gobetti ha recitato il suo Voglio
un pappagallo – Matthew Smith: il p(r)ezzo della vita di un uomo. Una storia
surreale, con richiami alla tragica attualità delle torri gemelle. La
seconda stanzialità si è tenuta a Chieri, la terza a Montelupone, nelle
Marche, primo municipio a sposare appieno il progetto, con vitto ed alloggio
pagati all’artista che, in parallelo alla sua routine professionale,
continuerà a propugnare il Teatro Stabile di Strada.
Invitiamo i Comuni interessati ad ospitare una stanzialità secondo il
principio di un mecenatismo illuminato e non sperperante (vitto e alloggio o
solo alloggio all'attore), a contattare il n° 339.4801713 o scrivere via
e-mail all'indirizzo marco.gobetti@ilbarrito.it, nonché a prendere visione
della lettera aperta ai Comuni alla pagina http://www.ilbarrito.it/letteraapertacomuni.htm
Ringraziamo gli spettatori che hanno sinora partecipato e tutti coloro che
saranno presenti alle repliche delle future stanzialità.
Nasce l'Opificio Nomade
di Drammaturgia Plateale
torna su
La diffusa rete di stanzialità del 2007 vedrà pure la nascita di un progetto
speciale, interno al TEATRO STABILE DI STRADA® stesso: l'Opificio Nomade di
Drammaturgia Plateale, che sarà insieme derivazione e propulsore del TEATRO
STABILE DI STRADA®.
Con l'Opificio Nomade, Marco Gobetti intende mettere in prova recitandoli in
spazi aperti e ad accesso libero (in questa accezione è da intendersi il
termine "plateale") spettacoli di cui è autore che siano già stati
rappresentati in teatro e che siano distribuiti nei normali circuiti o suoi
copioni e testi mai recitati; intende così ribadire ed intensificare
l'utilizzo di quel principio ormai consolidato del lavoro suo e della sua
compagnia (Il Barrito degli Angeli-Marco Gobetti), che è la simultaneità fra
drammaturgia e momento spettacolare, unita alla centralità
dell'attore-autore, dello spazio e del pubblico nell'evoluzione della messa
in scena: una drammaturgia mobile e basata sul confronto costante fra
attori, spazi e pubblici diversi.
Dunque la circuitazione organizzata, stanziale e frazionata dello spettacolo
simbolo di TEATRO STABILE DI STRADA® (VOGLIO UN PAPPAGALLO – Matthew Smith:
il p(r)ezzo della vita di un uomo), continuerà a prevedere repliche serali
in ore e luoghi precisi; ma parallelamente l'attore - negli stessi luoghi in
cui recita alla sera o in altri della città in cui si trova - proverà di
giorno a riscrivere (recitando, raccontando, leggendo e parlando con gli
spettatori) i suoi testi e a plasmare in una forma semplice viva ed elastica
altri suoi spettacoli, che potranno così andare ad arricchire la
programmazione delle future reti di stanzialità di TEATRO STABILE DI STRADA®
e che si arricchiranno, a loro volta, anche in vista di future repliche in
teatro.
L'Opificio Nomade di Drammaturgia Plateale si occuperà inizialmente di due
spettacoli: IN-EC-CESSO - Una bomba per cintura e ELI' ELI' LEMA SABACTANI? -
Dio mio Dio mio perché mi hai abbandonato?
Inoltre, sin dall'inizio, l'Opificio sarà aperto al confronto con altri
attori, che potranno proporsi estemporaneamente per interpretare parti del
testo in lavorazione (o di qualunque altro testo), e con altri drammaturghi,
che potranno leggere o fare leggere propri testi: essenziale da parte degli
artisti che vorranno intervenire sarà uno spirito avventuroso, dettato
dall'urgenza del dire e dell'agire e dal bisogno di arricchire i propri ed
altrui immaginari.
Un altro intento dell'opificio è quello di raccogliere storie dalle persone,
storie figlie dell'imprevisto e dell'incontro; storie chieste a chi si
ferma, frutto del caso. Per fare questo l'attore - munito di registratore
digitale - si fermerà ogni tanto e guarderà gli spettatori e i passanti uno
per uno: chiederà storie a chi ricambierà il suo sguardo. Tale azione muove
da un'idea di Anna Delfina Arcostanzo, attrice, scrittrice e collaboratrice
permanente di TEATRO STABILE DI STRADA®, che scrive: Le storie che
verranno così raccolte o, per meglio dire, deposte nel bacino di raccolta
dell’ONDP debbono essere considerate come un obolo, volendo anonimo, donato
alla causa di un grande rimpasto di memorie, immagini e fantasie che,
proprio in questo modo, muoveranno il loro primo passo sul percorso che va
dal personale al collettivo, dall’individuale al condiviso,
dall’incomunicabile al partecipato. Proprio per questo tali racconti
potranno essere resi in modo del tutto anonimo, poiché non si tratta di
un’indagine statistica sull’immaginario di un campione di soggetti, bensì di
uno scambio di immagini e memorie tra un attore e un pubblico, determinato e
segnato dall’estemporaneità di tale incontro. Al narrante, perciò, verrà
soltanto chiesto di specificare luogo, data di nascita e qualsiasi nota o
notizia vorrà dare di sé (il registratore digitale salverà ora e data e
luogo della registrazione): una sorta di copyright al contrario, che non
scolpisce il marchio di una proprietà, ma che testimonia il momento di una
partecipazione. Anna Delfina Arcostanzo, che pure parteciperà alla
raccolta, si occuperà negli anni a venire - previa sbobinatura delle storie
- di una “lettura” delle stesse che, lungi dall'analizzare ambienti,
appartenenze o rapporti sociali, tenterà di essere una testimonianza e un
nuovo racconto di quell’evento e di quegli immaginari figli dell'imprevisto.
Tutto ciò significa che potrà accadere che l'attore che alla sera reciterà
con TEATRO STABILE DI STRADA®, durante il giorno giri per la città, si fermi
dove gli pare esponendo un cartello con su scritto “ONDP (Opificio Nomade di
Drammaturgia Plateale)” e aspetti che qualcuno si fermi; a chi si ferma
potrà raccontare uno spettacolo fatto in teatro, di come l'ha fatto; potrà
chiedergli che cosa ne pensa; potrà poi dirgli dell’esigenza di trasformarlo
per poterlo fare accadere in strada; della difficoltà di recitare per strada
lo spettacolo da solo, visto che in teatro c'erano magari luci musiche o si
era in due o tre a recitare; potrà recitargliene un pezzo, trasformare un
dialogo in monologo o una scena articolata in un’azione semplice e
solitaria; potrà dirgli che in quello stesso luogo alla sera, con TEATRO
STABILE DI STRADA®, farà uno spettacolo completo e invitarlo e potrà anche
chiedergli una storia registrandola. Ad eventuali artisti che si fermeranno
potrà chiedere di collaborare recitando o proponendo a lui testi da
recitare. Potrà aspettare e basta, in silenzio. Il tutto nella massima
libertà di partecipazione o semplice osservazione, da parte di chiunque
interverrà. Nel rispetto della libertà di ciascuno. Tutto questo sarà
drammaturgia.
Il primo risultato del lavoro svolto dall'Opificio Nomade di Drammaturgia
Plateale avverrà con una stanzialità di TEATRO STABILE DI STRADA®, che vedrà
Marco Gobetti replicare per tre giorni consecutivi nell’autunno inoltrato,
sotto i portici di via Po a Torino, il nuovo spettacolo del repertorio (o
IN-EC-CESSO o ELI' ELI' LEMA SABACTANI?) costruito in modo plateale, cioè in
una o più piazze e insieme a chi ci è passato.
Per contaminare un sistema che fa politica (nel senso meno nobile del
termine) con il teatro, occorre fare teatro con la politica. Urge compiere
atti politici, nel senso più antico e nobile del termine, quello che non
rinnega “pòlis” come etimo e che ha tanta parentela con il termine
“comunicazione”. (...) Occorre davvero iniziare a fare teatro ovunque,
recuperando il gusto dell’avventura. Mettersi a nudo e in difficoltà,
miscelando con attenzione coraggio, sana incoscienza ed umiltà. Occorre
cercare disordini intelligenti e serpeggianti. Occorre che ciascuno di noi
plasmi il suo teatro – non solamente, ma anche – in funzione della politica
contaminante che sceglie di attuare nei confronti del sistema teatrale, dal
quale, così facendo, sarà indispensabile non estraniarsi.
Non parlo solo più qui di plasmare contenuti e linguaggi, parlo di azioni
concrete: in luoghi precisi. “Chi va fabbrica il Dove” , mi scrisse una
spettatrice sul quaderno che lascio a disposizione del pubblico durante le
repliche del mio Teatro stabile di strada®. Quella persona ha capito tutto:
basta andare. Trovato il dove, saranno proprio i contenuti e i linguaggi che
tanto più ci permetteranno il “come”, quanto più saranno elastici e disposti
ad “avvenimento, imprevisto, improvvisazione, continua evoluzione dello
spettacolo”. da "I
cittadini e il teatro" una riflessione di Marco Gobetti che analizza i
rapporti fra attorialità, pubblico e drammaturgia, scritta in occasione del
CENACOLO2 (incontro svoltosi il 24 Aprile 2007 a Torino, presso l’Officina
Caos di Stalker Teatro)
Stanzialità
- Quarta (30 settembre - 1 ottobre 2006) Piazza Rossetti -
Alba (CN)
Come arrivare
- Terza (25-27 agosto 2006): Via XX Settenbre 23 -
Montelupone (MC)
Come arrivare
- Seconda (29-31 luglio 2006): Piazzetta San Giorgio - Chieri (TO)
Come arrivare
- Prima
(3-17 luglio 2006): Piazza San Giovanni - Torino
|
Direzione
Marco GobettiConsulenza
artistica e supporto organizzativo
Anna Delfina Arcostanzo
Si ringrazia:
Mario Actis
Elena Brogliatto
Giulia Cauda
Fabrizio Galatea
Paola Gousse
Massimo Martino
Alberto Rumiano
|